Cerchiamo ancora

Organizzazione e contatti

Coordinatori: Alessandro Montebugnoli, Walter Tocci (per la seconda edizione)

Durata: 2017 - in corso

Contatti: crs-info@dol.it

Messe a tema e studiate con rigore, le emergenze che segnano il tempo in cui viviamo chiamano in causa i ‘fondamentali’ del nostro ordinamento sociale ed economico: a metà tra formazione e ricerca, il progetto “Cerchiamo ancora" è animato dal proposito di elaborare questa convinzione con tutta l’ampiezza di riferimenti pretesa dai suoi stessi termini.

A esserne investiti, sul piano culturale, sono retaggi intellettuali e morali di lungo o anche di lunghissimo periodo, radicati nell’attuale organizzazione del sapere e nei nostri comuni modi di pensare, non senza cospicue implicazioni di tipo propriamente epistemologico. Perciò, anche, il proposito è quello di dar vita a un luogo di apprendimenti ben circostanziati, conseguiti nel merito di pressanti contingenze storiche – dei quali, al tempo stesso, provare a scrivere gli ‘statuti’ come meglio sia possibile.

La formula dell’iniziativa discende direttamente dal suo spirito: cicli di seminari realizzati con cadenze annuali, esposti a molteplici sollecitazioni tematiche e dunque, per forza di cose, dichiaratamente interdisciplinari.

La prima edizione

Capitalismo e società agli inizi del XXI secolo

Il progetto ha preso il via nel 2017-18, con un primo percorso di carattere largamente ricognitivo. In sintesi, si è trattato di 27 incontri dedicati alla lettura del capitalismo contemporaneo sullo sfondo di una riflessione storico/concettuale intorno al capitalismo ‘in quanto tale’ – e però incentrati sulla differenza di società e capitalismo, oggi più che mai bisognosa di essere affermata e coltivata a fronte delle pretese imperialistiche iscritte nella forma merce.

Il corpo docente è stato formato da Cristiano Antonelli, Vincenzo Artale, Salvatore Biasco, Laura Bazzicalupo, Francesca Congiu, Lelio Demichelis, Alisa Del Re, Giulio De Petra, Tristana Dini, Alessandro Montebugnoli (coordinatore), Nerina Dirindin, Ida Dominijanni, Roberto Finelli, Elena Granaglia, Cristina Morini, Giorgio Rodano.

 

La seconda edizione

Società e scienza al tempo della crisi ecologica

Nel corso del 2020, l’attività è stata interamente dedicata alle questioni che ruotano intorno ai nostri rapporti con l’ambiente, nelle quali – alla luce di lavori preparatori durati oltre un anno – tutti i motivi ispiratori del progetto hanno trovato riscontri in certo modo esemplari. Così è per quanto riguarda la necessità di cambiamenti che investano le strutture portanti del nostro ordinamento economico e sociale (in particolare, l’assillo della crescita); e lo stesso vale circa i modi di pensare, e anche di sentire, che l’argomento non manca di chiamare in causa, compresa la necessità di una riflessione intorno alla stessa categoria di ‘ambiente’.

Dunque, un’interpretazione senz’altro radicale della crisi ecologica – d’altra parte unita a un certo tipo di prudenza. Come hanno a che vedere con i limiti del pianeta Terra, le questioni di natura ambientale hanno anche a che vedere con i limiti del sapere quando si tratta di fenomeni ‘complessi’ e di equilibri intrinsecamente instabili.

Il percorso si è articolato in 18 appuntamenti, realizzati nella prima metà dell’an-no. Gli incontri sono stati introdotti da Vincenzo Artale, Guglielmo Chiodi, Famiano Crucianelli, Fabrizio Fassio, Elena Gagliasso, Riccardo Guarino, Michela Mayer, Alessandro Montebugnoli (coordinatore), Giuseppe Nicolosi, Nicolò Savarese, Giovanna Sissa, Marianella Sclavi, Walter Tocci (coordinatore), Andrea Ventura, Angelo Vulpiani.

 

Le edizioni in preparazione

Sulla base di attività preparatorie già avviate, è previsto che le prossime edizioni mettano a tema:

  • i fattori che stanno dietro l’attuale indecenza delle condizioni vigenti sul mercato del lavoro e in materia di distribuzione dei redditi, a partire dalla vexata quaestio della ‘disoccupazione tecnologica’;

  • la crisi dei flussi migratori, ovvero l’emergenza costituita dalle sofferenze vissute dalle popolazioni migranti, letta sullo sfondo della crisi di egemonia in atto a scala planetaria e delle conseguenti condizioni di disordine globale;

  • la diffusione di nuove forme di ‘disagio della civiltà’, vale a dire il darsi di cospicue novità anche sul piano dei motivi di sofferenza psichica e relazionale vissuti ‘in privato’, frutto, in larga misura, delle dinamiche di soggettivazione/assoggettamento promosse dalla versione neoliberale del capitalismo.