Motivi di ispirazione e programma di lavoro

 
Che la crisi ecologica chiami in causa le strutture portanti dell’ordinamento economico e sociale che abbiamo costruito, come pure che investa le strutture profonde del modo di pensare il mondo in cui viviamo, e in ultima istanza, però, rilanci l’eterna domanda “come vogliamo vivere?”: orientamenti del genere hanno già conquistato la coscienza di molte persone e animano già molteplici esperienze. La seconda edizione di Cerchiamo ancora intende portare altra acqua al mulino della radicalità che in essi prende voce – possibilmente facendo qualche passo avanti, nella convinzione che il loro stesso tenore, esigente com’è, li renda più simili a zone di frontiera che a possessi ormai sicuri.
In questo ordine di idee, il confronto ravvicinato dei problemi e la ricerca intorno al ‘che fare’ non mancheranno di saldarsi a un impegno di tipo propriamente epistemologico. Come hanno a che vedere con i limiti del pianeta Terra, le questioni di natura ambientale hanno anche a che vedere con i limiti del sapere quando si tratta di fenomeni ‘complessi’ e di equilibri intrinsecamente instabili; né si tratta di concedere che il loro tenore sia refrattario a visioni deterministiche e a modelli previsivi esenti da incertezze, bensì di ragionare in proprio, in prima persona, intorno a questa circostanza, di cruciale interesse filosofico e scientifico. Accade infatti che proprio l’abbandono di qualsiasi “presunzione del sapere” consenta una limpida valorizzazione di ciò che tuttavia sappiamo – e il contenuto di quello che sappiamo, invero, basta e avanza per interpretare la crisi ecologica come una domanda di cambiamento alta, destinata a investire i ‘fondamentali’ dell’economia, della società, dei nostri stessi modi di pensare. Comunque, una domanda irriducibile a questioni di efficienza tecnica.
Di seguito l’articolazione del percorso formativo (clicca qui per consultare il calendario degli incontri).
 

Società e scienza al tempo della crisi ecologica

 

Introduzione
1. Sulla logica dello ‘sviluppo sostenibile’

Non solo Climate Change
2. Lo spettro del riscaldamento globale
3. Biodiversità e Ecosystem Services
4. Che cosa e quanto si può prevedere?

La Green Economy riconsiderata
5. Possibilità…
6. e paradossi del progresso tecnologico
7. Quanta crescita? e perché?
8. Lavoro e redditi nel quadro di una crescita plausibile
9. Luoghi e forme dello sviluppo umano
10. L’assillo della crescita e il paradigma dell’economia mainstream

Oltre il discorso del progresso tecnologico
11. Ricapitolazione e rilancio
12. Mondi possibili e partecipazione
13. Gli ‘stili di vita’ tra scelte personali e basi collettive
14. L’appropriazione civile dell’innovazione tecnologica
15. La rivincita dell’agricoltura
16. Gli equilibri insediativi a scala allargata
17. I beni comuni e il disegno dei contesti urbani

L’istanza di una riforma intellettuale e morale
18. Sulle tracce dell’ambientalismo scientifico italiano
19. Il travaglio del cambiamento nel quadro dei processi formativi
20. L’idea di una scienza ‘riparativa’

 
Gli incontri (corrispondenti ai titoli numerati) saranno introdotti da Vincenzo Artale, Gianfranco Bologna, Guglielmo Chiodi, Famiano Crucianelli, Fabrizio Fassio, Elena Gagliasso, Riccardo Guarino, Michela Mayer, Alessandro Montebugnoli (coordinatore), Cristina Morini, Franco Padella, Francesco Petrelli, Nicolò Savarese, Marianella Sclavi, Walter Tocci (coordinatore), Jean-Leonard Touadi, Andrea Ventura, Angelo Vulpiani.
L’incontro introduttivo avrà luogo il 5 febbraio 2020, dalle 17.00 alle 20.00, presso la sede del CRS, Via della Dogana Vecchia 5, Roma; i successivi si terranno con cadenza settimanale, il giovedì, stesso orario e stessa sede, a partire dal 13 febbraio. Il programma definitivo sarà reso disponibile all’inizio dei lavori, insieme a schede analitiche, illustrative dell’impianto discorsivo di ognuna delle sezioni nelle quali si articola il percorso, e ad altri materiali di supporto alla partecipazione.
Le domande di iscrizione devono essere presentate entro il 2 febbraio 2020, inviando il modulo disponibile a questo link, corredato di curriculum vitae, all’indirizzo crs-info@dol.it, utilizzabile anche per la richiesta di informazioni e chiarimenti. Tutti gli interessati saranno invitati a colloqui di valutazione, all’esito dei quali sarà selezionato un gruppo di 20 partecipanti. A questi ultimi verrà richiesta una quota di iscrizione pari a 100 euro, da versare secondo le modalità indicate nel modulo.
 

 

Il progetto di Cerchiamo ancora

 
La necessità di un lavoro sui ‘fondamentali’ non può dirsi appannaggio esclusivo dei nostri rapporti con l’ambiente – piuttosto, la pluralità dei modi in cui si manifesta merita di essere riconosciuta e presa in considerazione con quanta più larghezza sia possibile. A metà tra formazione e ricerca, il progetto di Cerchiamo ancora persegue appunto questo obiettivo (reinterpretandolo nei termini di un’idea regolativa) e contempla dunque un impegno di respiro ampio, esposto a molteplici sollecitazioni tematiche, inevitabilmente distribuito su diversi di anni.
Fin d’ora, sulla base di attività preparatorie già avviate, è previsto che le edizioni successive alla seconda mettano a tema:

  • i fattori che stanno dietro l’attuale indecenza delle condizioni vigenti sul mercato del lavoro e in materia di distribuzione dei redditi, a partire dalla vexata quaestio della ‘disoccupazione tecnologica’;
  • la crisi dei flussi migratori, ovvero l’emergenza costituita dalle sofferenze vissute dalle popolazioni migranti, letta sullo sfondo della crisi di egemonia in atto a scala planetaria e delle conseguenti condizioni di disordine globale;
  • le nuove forme di ‘disagio della civiltà’, vale a dire il darsi di cospicue novità anche sul piano dei motivi di sofferenza psichica e relazionale vissuti ‘in privato’, nel segreto delle vite personali, in larga misura per effetto delle dinamiche di soggettivazione/assoggettamento promosse dalla versione neoliberale del capitalismo.

Secondo l’ipotesi di lavoro che anima il seminario, anche questi argomenti – e altri ancora, destinati ad aggiungersi – possono ben disporsi nello schema emerso sul filo delle questioni di natura ecologica. Per ribadirlo in forma generalizzata: (i) massima aderenza al contenuto manifesto delle ‘emergenze’ che segnano il tempo in cui viviamo; (ii) confronto dei ‘discorsi’ che le riguardano nel dibattito corrente; (iii) intensificazione del quadro interpretativo con la convocazione nel discorso, in chiave esplicativa/comprendente, dei modi pensare, e anche di sentire, oggettivati nelle strutture portanti del nostro ordinamento sociale ed economico; (iv) una sorta di slittamento della domanda che verte sul ‘che fare’ in direzione di una più impegnativa ricerca intorno alle ‘forme di vita umana’ delle quali (proporsi di) realizzare le condizioni di possibilità. In tutti e tre i casi, Inoltre, accade che il contenuto sostantivo delle questioni pretenda riflessioni ‘di secondo grado’, chiamiamole così, non meno impegnative delle implicazioni epistemologiche già segnalate sul terreno della crisi ecologica: il seminario, dunque, come luogo di apprendimenti ben circostanziati, conseguiti nel merito di scottanti contingenze storiche, dei quali, al tempo stesso, provare a scrivere lo ‘statuto’ come meglio sia possibile.
In tutto ciò vive un proposito di educazione al pensiero critico che può anche essere letto come un proposito di ‘educarsi al presente’; e in quest’ultimo, ancora, circola un’intenzione in certo modo ‘militante’, che pure merita di essere resa esplicita.
In effetti, del progetto di Cerchiamo ancora fa anche parte l’idea che gli argomenti in programma, a cominciare dalla crisi ecologica, costituiscano altrettanti terreni elettivi dell’istanza di mettere a fuoco un’identità ideale, e di qui politica, nella quale finalmente, di nuovo, potersi riconoscere, al di là e a dispetto del punto di consunzione che l’intera vicenda storica della Sinistra sembra aver raggiunto negli anni più recenti. A tal fine, naturalmente, il seminario può proporsi soltanto compiti di ‘concorso’: si tratta appunto di lavorare alle premesse ideali di un’identità politica; e anche di queste ultime non si può immaginare altro che l’emergere, accennato, di qualche tratto distinguibile. Ma un conto è quanta strada si può fare, un altro i motivi per i quali si sceglie di percorrerla. La suddetta intenzione in certo modo ‘militante’ può restare alta anche nella consapevolezza dei limitati apporti che si possono fornire – e nella convinzione, conviene aggiungere, che il suo tenore si sposi senza forzature con le più severe richieste della ricerca e del pensiero critico.
Infine, è chiaro che speranze del genere comportano un qualche obiettivo di ‘influenza’, vale a dire il proposito che l’esperienza del seminario acquisti un certo grado di ‘popolarità’. Al riguardo, sussistono almeno due ordini di possibilità, tutt’altro che alternativi:

  • strumenti di presenza nel dibattito corrente (pubblicazione di position papers, diffusione di materiali on line, altro da immaginare);
  • messa a frutto delle competenze che via via matureranno nelle attività del seminario al fine di dar vita a ulteriori esperienze formative, che il CRS può promuovere in collaborazione con altri soggetti.

L’argomento è in attesa di una più precisa determinazione, che potrà formare, essa stessa, materia dei lavori seminariali. Ma l’esatta configurazione dei modi e degli strumenti, adesso, è meno importante della notizia che il progetto di Cerchiamo ancora, dacché intende esercitare un qualche grado influenza, non contempla soltanto la realizzazione di vari cicli di seminari, ma anche la possibilità che da essi nasca un ‘gruppo’ variamente impegnato sulla scena pubblica e nel tessuto della società civile.
 
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