Interventi

Produrre, trasferire e diffondere cultura politica. Cultura della, nella e per la politica.

Questo l’obiettivo della nuova presenza sul web del Centro per la Riforma dello Stato.

Pensiamo che la disponibilità e la circolazione di cultura politica sia la risorsa necessaria per colmare la separazione tra la vitalità politica della società italiana e la debolezza della organizzazioni politiche esistenti. Per dare strumenti e risorse al “niente sarà come prima” che l’esperienza della pandemia ci consegna come desiderio da trasformare in progetto.

Lo abbiamo pensato come uno spazio aperto al contributo dei movimenti e delle organizzazioni territoriali e tematiche che li accompagnano. Una pluralità di soggetti che vorremmo come nostri compagni di strada e che esprimono una domanda esplicita di formazione e di cultura politica, una domanda estremamente esigente in termini di qualità, appropriatezza, rigore ed efficacia.

È uno spazio che si rivolge anche alle organizzazioni politiche e parlamentari della sinistra che, dalle più grandi alle più piccole, non esprimono più una “domanda” strutturata di cultura politica, se non nella forma episodica e segmentata del reclutamento di “competenze specialistiche” (gli “esperti”) in settori molto delimitati.

Alle organizzazioni del lavoro, quelle tradizionali e quelle che si organizzano nelle pieghe delle trasformazioni digitali della produzione, che stanno faticosamente elaborando una nuova e più adeguata cultura politica del lavoro, della contrattazione e del conflitto.

Alle amministrazioni pubbliche e a chi ci lavora, alle prese con l’elaborazione e la pratica di una rinnovata cultura dell’organizzazione dello Stato e del pubblico servizio.

A questi interlocutori ed interlocutrici vogliamo offrire un pensiero utile, intorno ad alcuni, selezionati, nuclei tematici.

La nuova forma del capitalismo, che trova oggi nei poteri e nei circuiti della finanza i luoghi della decisione e della competizione globale, e nella trasformazione digitale la nervatura che ne rilancia lo sviluppo e la capacità di sfruttamento.

Le trasformazioni del lavoro che ne conseguono e che mettono profondamente in discussione la cultura politica che sul lavoro è stata costruita, a partire dalla separazione tra produzione e riproduzione sociale, tra lavoro visibile ed invisibile, tra lavoro per il mercato e lavoro di cura.

La democrazia e la crisi dei suoi istituti, che si intreccia con la ridefinizione di che cosa è, oggi, politica.

Il rapporto tra la memoria, nelle nuove forme possibili della sua conservazione, e lo svolgersi del presente.

Il linguaggio e la cultura, così profondamente trasformati dalla loro subordinazione al mercato e dalla pervasività dei dispositivi digitali.

La rivoluzione femminista, che attraversa, trasforma e ridefinisce nel mondo produzione, lavoro, politica, linguaggi e cultura.

Su questi temi, anche con questo strumento rinnovato di comunicazione, vorremmo poter incontrare molte e molti di coloro che nei luoghi più diversi, dai centri di ricerca agli spazi pubblici autogestiti, dai luoghi della creazione artistica alle pratiche militanti, dalla cooperazione sociale all’impegno politico istituzionale, stanno nei fatti costruendo, giorno dopo giorno, una differente cultura politica della sinistra.

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