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Trasformazione digitale. Orientarla alla giustizia sociale garantendo sovranità popolare (video)

Disponibile il video della giornata, tenutasi il 5 dicembre 2020, di approfondimenti e dibattiti organizzata dal Forum Disuguaglianze Diversità in collaborazione con la Scuola critica del digitale del CRS. Partecipanti: Beppe Attardi, Vittorio Alvino, Carlo Batini, Fabrizio Barca, Francesca Bria, Roberta Carlini, Fabio Chiusi, Juan Carlos De Martin, Giulio De Petra, Paolo De Rosa, Ettore Di Cesare, Salvatore Iaconesi, Patrizia Luongo, Porpora Marcasciano, Giovanni Moro, Evgeny Morozov, Teresa Numerico, Don Giacomo Panizza, Oriana Persico, Giorgio Resta, Silvia Vaccaro

Nei documenti del Forum Disuguaglianze Diversità si afferma che “le scelte e le politiche pubbliche delle classi dirigenti negli ultimi trenta anni hanno squilibrato i processi di trasformazione digitale a favore di obiettivi che riducono la giustizia sociale e minacciano la democrazia”.

E’ una affermazione significativa, per la natura di chi la formula (una coalizione di associazioni di cittadinanza, che promuove l’incontro e la collaborazione tra il mondo della ricerca e quello della cittadinanza attiva), e per la nettezza con cui si pone in contrapposizione non solo con la diffusa retorica che considera l’innovazione digitale come un obiettivo positivo in sé, ma anche con quei progetti/processi di innovazione che sono basati sul “soluzionismo digitale”, cioè sul pregiudizio che l’utilizzo di dispositivi e servizi digitali riesca da solo a risolvere la complessità sociale dei problemi.

A questa affermazione il ForumDD, in collaborazione con la Scuola critica del digitale del CRS, ha fatto seguire elaborazioni ed iniziative per proporre il riorientamento della trasformazione digitale nel nostro paese. Consapevoli della sproporzione tra le forze disponibili e la potenza di processi avviati su scala mondiale, ma anche della necessità e dell’urgenza di questo impegno, soprattutto in vista delle ingenti risorse che all’obiettivo della “digitalizzazione” vengono assegnate dal piano “EU next generation”.

Elaborazioni ed iniziative che, in primo luogo, riguardano la specificità di ogni ambito di applicazione. La scuola, la salute e la cura, l’ambiente, la mobilità, le piccole e medie imprese, la pubblica amministrazione, le città, le aree interne, il lavoro: in ognuna di queste dimensioni, l’innovazione digitale può aumentare le disuguaglianze oppure, riorientata nelle finalità e conseguentemente riprogettata, può contribuire a costruire una maggiore giustizia sociale.

Di questo è giusto e necessario che si discuta nei luoghi e nelle occasioni dedicate a ogni diversa dimensione. Non esiste, non deve esistere, una specificità della innovazione “digitale” separata dal suo ambito di applicazione.

Esiste invece, intrecciata con i diversi ambiti di innovazione, la specificità di una dimensione infrastrutturale e più generale che riguarda trasversalmente tutti i processi di innovazione digitale: la giornata del 5 dicembre ha lo scopo di raccogliere e mettere a fuoco elaborazioni e proposte che riguardano proprio questa dimensione infrastrutturale.

Nella mattina si concentrerà l’attenzione in primo luogo sulle infrastrutture dove risiedono i dati digitali (il “cloud”) e sui soggetti che le gestiscono, oggi costituiti quasi esclusivamente dai grandi monopolisti digitali, con l’obiettivo di recuperare “sovranità digitale”, condizione necessaria per la realizzazione di ogni possibile politica di innovazione a livello nazionale ed europeo, ma non sufficiente a garantire la direzione verso fini di giustizia sociale.

Si esamineranno poi alcuni possibili e attuali utilizzi dei “dati aperti” (cioè liberamente ed effettivamente accessibili) sia pubblici che privati, e ci si concentrerà sulle azioni che possono generare una “consapevolezza critica” diffusa sulla generazione, elaborazione ed utilizzo dei dati digitali.

Si proverà cioè a dimostrare che si deve e si può imparare, tutti, ad “avere cura” dei dati, e che questa cura non riguarda solo gli esperti e gli addetti ai lavori.

Nel pomeriggio si affronterà invece il tema, complementare, delle decisioni già oggi affidate a sistemi digitali, sia di quelle che vedono all’opera sofisticati e oscuri “algoritmi” di apprendimento automatico, sia di quelle generate da sistemi informativi più rudimentali, ma che possono generare gli stessi effetti di opacità e di assenza di trasparenza. Decisioni, è bene metterlo in evidenza, che riguardano già oggi non solo aziende private (ad esempio le imprese finanziarie e assicurative) ma anche amministrazioni pubbliche.

Qui il link al programma completo della giornata

Qui il link all’evento “16 giorni in diretta… proposte, dialoghi e strategie per il Paese di domani” all’interno del quale è collocata la presente iniziativa

Qui il link al video della prima parte della giornata

Qui il link al video della seconda parte della giornata

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